Storie Web giovedì, Febbraio 29
Notiziario

Il riconoscimento che arriva dal ministero delle Imprese e del Made in Italy di “Area di crisi industriale complessa” per Melfi e parte della Basilicata, con una dotazione complessiva da circa 30 milioni – 20 dal ministero e il resto dalla Regione Basilicata – coincide con il momento di massima allerta per il distretto produttivo lucano. A soffrire è l’indotto auto, legato a doppia mandata ai volumi produttivi dello stabilimento di Melfi, e tutte le società di servizi collegate al mondo Stellantis.

Il Mimit ha varato l’Accordo di programma per Melfi, Potenza e Rionero Vulture con una dotazione ministeriale da 20 milioni, che il territorio chiede a gran voce di portare a quota 100. L’obiettivo è la riconversione e la riqualificazione dell’area colpita dalla crisi dei volumi del settore automotive, con misure a sostegno della ricerca industriale e del rilancio di attività collegate alla nuova mobilità.

«Si tratta di una misura necessaria – commenta il presidente di Confindustria Basilicata Francesco Somma – richiesta dal territorio e sulla quale il ministero si è mosso in fretta. Ma non è risolutiva di una crisi ampia che ci preoccupa molto. Serviranno misure di intervento concrete, a sostegno di lavoratori e imprese, e sarà necessario aumentare la dotazione economica per poter incidere».

Come succede a Torino, anche a Melfi nessuno si scandalizza se si parla di nuovi potenziali soggetti industriali che possano affiancare o prendere il posto di Stellantis. Anzi. L’intera regione vive uno dei momenti più delicati, dal punto di vista economico, degli ultimi tempi. Da un lato preoccupa la vertenza che ha coinvolto 110 lavoratori di due aziende fornitrici di servizi di logistica, dopo la disdetta dell’appalto Stellantis, dall’altro bisogna fare i conti con i fermi produttivi dello stabilimento Stellantis, la transizione del plant alle nuove produzioni full electric e la riduzione del 30% dei volumi rispetto al 2019.

Venerdì 19 gennaio il ministro Adolfo Urso sarà a Potenza per incontrare il presidente della Regione Vito Bardi, gli industriali e i sindacati. Nella stessa giornata i sindacati confederali hanno indetto una giornata di sciopero provinciale dell’intero settore Auto, che coinvolge tutte le sigle dei metalmeccanici – Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl.

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