Le immagini diffuse dalla società norvegese Aker QRILL mostrano il momento in cui una nave di attivisti ambientali dalla Captain Paul Watson Foundation entra in collisione con un peschereccio di krill nelle acque dell’Antartide.
Nel video si vede l’imbarcazione Bandero avvicinarsi alla poppa della nave da pesca Antarctic Sea fino all’impatto sul lato sinistro.
Secondo la società proprietaria del peschereccio, la nave degli attivisti avrebbe deliberatamente speronato l’imbarcazione, colpendo un’area vicina al serbatoio di carburante. L’azienda parla di danni limitati ma sottolinea il rischio di uno sversamento in un ecosistema fragile. La società ha definito l’episodio un “attacco terroristico”, accusando gli attivisti di aver messo in pericolo l’equipaggio.
La fondazione respinge questa ricostruzione e parla di collisione accidentale, ribadendo l’impegno per azioni “legali, responsabili e non violente” in difesa degli ecosistemi marini. Il fondatore Paul Watson ha ridimensionato l’accaduto descrivendolo come un contatto minimo, parte di una strategia di pressione contro la pesca del krill.
Lo scontro è avvenuto nelle acque antartiche dove si concentra la pesca di krill, contestata dagli attivisti perché coinvolge una specie chiave per balene, foche e pinguini. La sua raccolta, in aumento negli ultimi anni per l’uso in mangimi e integratori, è regolata dalla Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources, organismo internazionale che riunisce 27 Paesi e l’Unione europea.
La Captain Paul Watson Foundation, fondata nel 2022, è guidata dallo storico attivista canadese Paul Watson, noto per azioni dirette contro la caccia alle balene e la pesca industriale. Cofondatore negli anni Settanta di Sea Shepherd, Watson ha costruito la sua notorietà su tattiche di intervento in mare spesso controverse e oggetto di procedimenti giudiziari, tra cui un mandato di arresto emesso dal Giappone per azioni contro la flotta baleniera nel 2010. Arrestato in Groenlandia nel 2024 su richiesta di Tokyo, è stato rilasciato dopo il rifiuto dell’estradizione da parte della Danimarca.