Storie Web domenica, Gennaio 18
anomalie nell’impianto e rischi per l’evacuazione

Sigilli al Piper, storica discoteca della Capitale. Il locale di via Tagliamento è stato sottoposto a sequestro preventivo, che dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria. All’interno la polizia avrebbe riscontrato modifiche strutturali all’impianto, rischi sotto il profilo dell’evacuazione, assenza di certificazioni e un numero di persone più alto rispetto a quello dovuto.

I controlli della Questura nei locali di Roma vanno avanti da tempo e proseguono dopo la tragedia di Crans-Montana.

Il Piper club di Roma compie 60 anni (getty)

Il “tempio” della Beat Generation, frequentato dai “capelloni”, dove esordì Patty Pravo e suonarono i Pink Floyd

Dalla sua apertura, il 17 febbraio1965, il Piper di Via Tagliamento è stato il contraltare italiano di quello che altri club sono stati per la Swingin’ London o per New York, San Francisco e Los Angeles: un luogo di incontro dove i nuovi  giovani, “i capelloni” della generazione ye-ye, potevano finalmente trovare un luogo dove ascoltare dal vivo i gruppi Beat, dove i fan si dividevano tra l’Equipe 84 e i Rokes, i più famosi, insieme a Mal dei Primitives, di quella numerosa colonia di emigrati inglesi che non ce l’avevano fatta a casa e avevano trovato fortuna in Italia.

Al Piper andavano tutti: da Alberto Moravia a Mario Schifano ai ragazzi qualunque, per le ragazze la minigonna era d’obbligo, c’era chi andava dal sarto per farsi i pantaloni a zampa e svasati e chi le cose trendy le comprava a Carnaby Streets. Poi c’erano i Collettoni e le Collettine, i ballerini di Rita Pavone di cui facevano parte Renato Zero e Loredana Bertè, in sala dominavano Mita Medici e Patty Pravo, la “ragazza del Piper” per eccellenza. In tanti hanno vissuto in questo locale il loro romanzo di formazione.

E poi i concerti mitici: come quelli dei Pink Floyd e dei Procol Harum, dei primi gruppi del progressive italiano. Ma la ‘Piper Generation’, nata nel pieno boom, non è fatta solo di fermenti musicali, è intrisa anche di aria nuova e voglia di libertà negli anni in cui si comincia a parlare di divorzio, aborto ed educazione sessuale nelle scuole, mentre l’Italia è ancora indietro, e bacchettona, così come la realtà del costume italiano. Nasce anche la ‘piper moda’, una moda beat che porta ad aprire il primo emporio d’abiti giovanili, tutti dal Regno Unito, in piazza Euclide.

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