I click day del 5, 7 e 12 febbraio scorsi non hanno esaurito i posti disponibili per lavoratori extracomunitari nel 2025: ci sono ancora 44.145 posti residui per addetti stagionali (ma il settore turistico ha un altro click day il 1° ottobre), 370 per lavoratori subordinati non stagionali e 9.053 per l’assistenza familiare e socio-sanitaria a disabili o ad anziani over 80. È possibile presentare le domande ancora fino al 31 dicembre 2025.
Comparto turistico-alberghiero
Nel comparto turistico-alberghiero le richieste inviate ai click day e nei giorni successivi, fino al 18 marzo, sono state 14.112: per la precisione 7.855 riferite a lavoratori subordinati, e 6.257 per lavoratori stagionali. La quota a disposizione per gli stagionali, però ammontava a 55mila posti (110mila complessivi, suddivisi fra agricoltura e turismo).
Perché dunque le domande, nonostante la difficoltà di reperire personale segnalata negli anni scorsi, si sono fermate all’11,3% dei posti disponibili? «Il problema dell’unica data del click day – spiega Marina Lalli, presidente di Federturismo-Confindustria – è stato risolto quest’anno con la previsione di due appuntamenti, quindi resta ancora la possibilità per i datori di presentare domande il 1° ottobre. Resta il fatto – continua – che non è semplice trovare all’estero il personale necessario alle imprese turistiche, con le regole dei flussi. Sarebbe più facile se, anziché chiedere il nulla osta per un lavoratore estero del quale si conosce il nome e il cognome, si potesse dialogare con strutture in grado di presentare una serie di profili professionali alle aziende».
In quest’ottica, sembra riscuotere un giudizio positivo il canale di ingresso extra quote legato alla conversione dei permessi stagionali: «Si tratta di una buona opzione – continua Marina Lalli – perché le aziende conoscono già il lavoratore».
Ambito domestico
Nell’ambito domestico, abbondano – seppure in calo rispetto al 2024 – le domande per i 9.500 posti messi in palio annualmente dal decreto flussi 2023-2025 (le istanze sono state 42mila), mentre si sono fermate a 947 quelle relative ai 10mila posti “extra” per l’assistenza ai grandi anziani previsti dal Dl 145/2024.