Storie Web venerdì, Marzo 20

Amazon starebbe lavorando a un suo smartphone, da lanciare sul mercato dieci anni il flop del Fire Phone. Molto è cambiato nel frattempo. In peggio, probabilmente, perché il mercato dei telefoni fatica a trovare il ritmo di crescita del passato. Inoltre, come è stato evidente al Mobile World Congress di Barcellona, sull’industria incombe l’incognita prezzi, perché l’aumento dei costi dei componenti si trasmetterà o sui margini o sul costo finale al consumatore.

In questo contesto scrive Reuters, in esclusiva, che Amazon starebbe pensando a un prodotto decisamente focalizzato sull’intelligenza artificiale, con Alexa integrato, e personalizzazione spinta. L’obiettivo è trasformare il telefono in un assistente sempre attivo, capace di accompagnare l’utente durante la giornata e integrarsi con l’ecosistema Amazon: acquisti, contenuti Prime e servizi on demand.

Il momento è strategico: Amazon si appresta a portare Alexa+, la sua versione generativa dell’assistente vocale, anche in Europa. Il cuore del progetto è l’integrazione nativa dell’AI, che potrebbe ridurre il ruolo degli app store tradizionali. Alexa sarebbe centrale nell’esperienza, anche se non necessariamente il sistema operativo.

I device AI-first

Amazon non è la sola a voler ripensare lo smartphone nell’era dell’AI. OpenAI sta lavorando con Jony Ive, ex capo del design di Apple, a una nuova famiglia di dispositivi AI-first, pensati per ridurre o eliminare lo schermo e spostare l’interazione su voce e contesto. La prima presentazione è attesa nel 2026, con lancio non prima del 2027. Non soltanto smartphone quindi, anzi, potrebbe trattarsi di assistenti vocali e varia oggettistica da indossare.

Un progetto guidato da ex Microsoft

Il progetto è guidato dal team interno ZeroOne, scrive Reuters, con il mandato di sviluppare dispositivi «breakthrough». A capo c’è J Allard, ex Microsoft (ha lavorato su Zune e ha cofondato il gruppo Xbox). Allard risponde a Panos Panay, responsabile della divisione dispositivi e servizi arrivato da Microsoft nel 2023: è stato proprio Panay a portarlo in Amazon nel tentativo di rilanciare un’area storicamente poco redditizia.

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