
L’obiettivo russo sarebbe quello di disattivare il satellite di Musk temporaneamente
Mosca sta sviluppando un’arma per colpire la rete di Starlink e quindi privare l’Ucraina di un importante strumento di difesa. E’ l’allarme lanciato dai servizi di intelligence di due Paesi della Nato secondo cui – riporta l’Associated Press – il progetto russo è quello di un sistema “a effetto zona” per inondare le orbite dei satelliti di Musk con centinaia di migliaia di proiettili ad alta densità, con l’obiettivo di disattivare più satelliti contemporaneamente. L’avvertimento lanciato non convince però tutti gli analisti. Molti ritengono possibile che il Cremlino abbia dato un ordine simile, visto il sempre più aggressivo atteggiamento nello spazio e il rincorrersi di voci su un’arma nucleare spaziale. Molti altri però sono scettici in quanto un’arma del genere causerebbe un caos incontrollabile nello spazio per molti Paesi, inclusa le Russia e la sua alleata Cina.
Entrambe dipendono dai satelliti in orbita per la comunicazione, la difesa e altri bisogni vitali. Starlink è comunque ritenuta da Mosca una grave minaccia: i suoi satelliti a bassa orbita infatti si sono rivelati cruciali per la resistenza dell’Ucraina alla sua invasione. Le truppe di Kiev utilizzano il suo internet ad alta velocità per le comunicazioni sul campo di battaglia e anche per uso civile. Senza Starlink per le forze ucraine difendersi e provare ad attaccare sarebbe molto più difficile. Colpire Starlink rischia però di causare non pochi problemi a Mosca. Al di là degli effetti nello spazio, dei quali la Russia per prima pagherebbe le conseguenze, ci sono quelli politici. L’azienda fa capo a Elon Musk, ex membro dell’amministrazione Trump e importante finanziatore del partito repubblicano.
Anche se l’idillio con il presidente americano è in parte svanito, Musk e Trump si sono di recente riavvicinati e il miliardario continua ad avere rapporti stretti con i figli del tycoon e con il vicepresidente JD Vance. Colpire una società Usa potrebbe quindi essere molto rischioso per il Cremlino e innescare una ritorsione americana. I proiettili di una potenziale arma a “effetto zona” – spiegano gli esperti – in realtà sarebbero talmente piccoli (nell’ordine di qualche millimetro) da sfuggire ai sistemi di rilevazione terrestri e spaziali. Ma è anche vero che la verità su chi avrebbe compiuto l’attacco sarebbe alla fine scoperta, esponendo la Russia a una potenziale ’vendetta’ a stelle e strisce.