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A C’è posta per te la storia di un padre che ha visto rompersi i rapporti con sua figlia a causa di un atteggiamento troppo ossessivo nei suoi confronti. Lei, pur trattenendo a stento la commozione, non accetta di aprire la busta: “Ho smesso di soffrire”.

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Alessandro dice che sono sei anni che la figlia non vuole vederlo. Il motivo è la sua invadenza. L’altro figlio, presente, riconosce l’invadenza e l’iper protettività del padre, ma non è un motivo giusto per escluderlo dalla vita. la rottura avviene quando Valentina ha 14 anni, Alessandro lavora nei locali, fa la sicurezza, lui inizia a preoccuparsi per le frequentazioni della figlia, la controllava, scopriva in quale discoteca andasse per controllarla e spesso ha parlato con dei ragazzi intimando loro di star lontani da lei. Valentina a 18 anni inizia a frequentare Marco che, in un periodo in cui Valentina già non parla con suo padre, prova a fare da paciere cercando Alessandro. Tutto si risolve e padre e figlia fanno pace, Marco e Valentina continuano la relazione e il padre accompagna la figlia all’altare. nasce un nipote e Alessandro riproduce la stessa gelosia e iper protettività che aveva sulla figlia nei confronti del nipote.

Lui discute spesso con la figlia e il genero che vanno molto spesso dai genitori di lui e non da lui. Si considera un nonno di serie b. Nel 2017 Alessandro si sente male, rischia un’ischemia, chiama sua figlia che lo convince ad andare in ospedale, ma poi la figlia non lo richiama dopo. Lui la prende male, chiama il genero e dice di dire alla figlia che non ha più un padre. Non sente Valentina per tre anni, ma poi la ricerca per una pace, dopo aver fatto un sogno. Il marito della figlia ricostruisce i rapporti con il nipote, cosa che avviene, ma con la figlia non ci sono presupposti per ricostruire il tutto.

Le parole di Alessandro per la figlia

Valentina e suo marito accettano l’invito ed è subito Alessandro a parlare: “So che ho fatto mille sbagli, ma lo facevo solo per gelosia. Mi faceva male vederti andare sempre da altri e mai da me, non siamo mai riusciti a fare un compleanno o un Natale assieme. Mi mancate tanto, vorrei solo che tornassimo come una volta. Mi sembra di essere sempre stato un buon padre, vorrei tornassimo ad essere una famiglia. A te, Marco, volevo dire grazie perché hai sempre provato a fare da paciere e sei stato vicino a lei. Ho bisogno del tuo aiuto per farmi riunire con lei”. Cosimo aggiunge: “Se oggi sono venuto fino a qui è perché sono sette anni che non vedi papà. Lui ti abbraccia, perché ci sta male, posso assicurarti che lui ha sbagliato, ma gli manchi, così come gli manca suo nipote. Ti chiedo di provare a dargli una possibilità per dimostrarti che è veramente cambiato.

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Valentina è un muro e chiude la busta

“Mi chiamava in modo ossessivo, anche 11 volte al giorno, semplicemente per chiedermi come stessi. Da piccolina gli volevo bene, adesso non più”. Valentina cerca di essere fredda davanti al padre, anche se non pare indifferente. Marco, a sua volta, spiega le sue lacrime così: “Perché gli voglio bene, perché penso lui sia un bravo nonno e perché faccio di tutto per ricostruire questo rapporto. Ma so anche, per come la conosco, che se Valentina prende una decisione è difficile farle cambiare idea”. Lei sembra assolutamente impassibile davanti alla possibilità di tornare indietro e chiede di chiudere la busta: “Io ho smesso di soffrire”.

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