Storie Web sabato, Luglio 13
Notiziario

Il divieto del Comune di Firenze di iscrivere affitti turistici brevi nell’area Unesco del centro storico della città è superato: la norma, inserita come variante al regolamento urbanistico fiorentino, non è stata confermata dal nuovo piano operativo messo a punto dall’ormai ex sindaco Dario Nardella. Per questo, spiegano i giudici amministrativi, la norma è da considerarsi decaduta e di conseguenza i ricorsi contro il divieto sono «improcedibili».

I ricorsi

Contro la delibera, adottata il 2 ottobre 2023, avevano fatto ricorso al tribunale amministravo regionale un gruppo di soggetti che include Codacons, Confedilizia, Property Managers Italia, Apartments Florence, ClearBnb, Colony Capital, Etesian e altre persone fisiche.

La delibera voluta dalla giunta di Dario Nardella passò in Consiglio comunale con il voto favorevole di Pd, Lista Nardella, Sinistra Progetto Comune e del capogruppo del M5s e con il voto contrario di Italia viva (che faceva parte della maggioranza) e di tutto il centrodestra.

Per il Codacons si tratta di una sentenza «che riconosce pienamente le ragioni dell’associazione dei consumatori e dei proprietari».

Aigab: ora speriamo che altre città non imitino Firenze

Per Marco Celani, presidente Aigab (Associazione gestori affitti brevi) la sentenza «sconfessa l’operato della giunta Nardella dimostrando che la strada delle restrizioni agli affitti brevi percorsa dai sindaci modificando arbitrariamente i regolamenti urbanistici è sbagliata. La sentenza dice chiaramente che lo stesso legislatore, avendo superato con una nuova norma la variante urbanistica precedente, senza questa volta inserire le limitazioni che avrebbero dovuto limitare l’overtourism, di fatto considera il fenomeno superato. Insomma un gran pasticcio che speriamo altre città italiane, a partire da Bologna e Venezia, ci auguriamo non vogliamo imitare».

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