Storie Web venerdì, Marzo 20

Il resto del percorso da fare

La strada non è ancora finita. Perché dopo il documento politico della Regione mancano gli atti amministrativi che riguardano sia la Regione sia la Camera di Commercio e quindi quanto previsto dal codice civile e dal decreto Madia. In corso d’opera anche i passaggi autorizzativi.

Come l’approvazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri «ai sensi della normativa applicabile in materia di golden power», la delibera favorevole dell’AGCM, l’approvazione, da parte del Ministero dei Trasporti, dello schema di patto parasociale tra gli azionisti della Holding, la delibera favorevole della Corte dei Conti «sulla conformità dell’Operazione» e la «delibera favorevole dell’AGCM sulla non esistenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri di cui all’art. 21-bis, legge 10 ottobre 1990, n. 287».

Secondo quanto ipotizzato dalla Regione la chiusura dell’intera procedura con «la firma degli accordi vincolanti» è per il 30 settembre 2026, «a condizione che siano soddisfatte le applicabili condizioni previste».

I sindacati favorevoli

Nonostante qualche perplessità e prese di posizione c’è chi guarda positivamente al nuovo corso. «Per come si è evoluto il sistema del trasporto aereo, comparto completamente liberalizzato, non è più rinviabile una regia unica dei tre aeroporti sardi – sottolinea Arnaldo Boeddu segretario generale della Filt trasporti della Cgil – . Di certo non è più eludibile il fatto che superati i cinque milioni di passeggi nell’aeroporto di Cagliari, i tre milioni di quello Costa Smeralda recentemente intitolato al Principe Haga Kan urgono investimenti consistenti. Mettendo in rete ed avendo una unica regia, che non significa affatto privatizzare, la o le società di gestione avrebbero non solo un potere contrattuale più forte con le compagnie ma, potrebbero meglio pianificare i network dei vari territori».

Per Claudia Camedda e Claudia Camedda e Gianluca Langiu della Cisl «l’idea di costruire un sistema aeroportuale integrato può rappresentare una scelta utile se finalizzata a rafforzare il ruolo degli aeroporti sardi, ad aumentare i collegamenti e ad attrarre investimenti. Tuttavia, un’operazione di questa portata non può essere letta esclusivamente come un riassetto societario o finanziario, deve essere prima di tutto un progetto industriale capace di generare sviluppo, qualità del lavoro e crescita equilibrata dei territori».

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