
Uno strumento facile da consultare per chi si trova ad affrontare e a seguire un’adozione internazionale, così da evitare la burocrazia che troppo spesso frena questo percorso. Uno strumento per tutti coloro che sono coinvolti: dai cittadini agli operatori di ambasciate e consolati. È essenzialmente questo la “Guida alle adozioni internazionali”, realizzata dal ministero degli Affari esteri in collaborazione con la Commissione Adozioni internazionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, presentata giovedì 15 gennaio alla Farnesina, alla presenza del responsabile del ministero Antonio Tajani, della ministra della Famiglia, della natalità e delle pari opportunità Eugenia Maria Roccella e del vice presidente della CAI, Vincenzo Starita. «Vogliamo dare un segnale di riduzione dei percorsi burocratici – ha detto Tajani -, almeno quelli interni. Adottare un bambino è un gesto di grande generosità, ma non è facile. La guida punta ad abbattere gli ostacoli che impediscono di effettuare adozioni in tempi rapidi. La burocrazia non può ostacolare un tentativo di fare il bene».
Il documento si propone pertanto di orientare in modo semplice ed efficace tutte le famiglie italiane che decidono di intraprendere questo importante percorso. Inoltre, la Guida fornisce utili spunti agli enti di settore e agli operatori della rete diplomatico-consolare per gestire con sempre più rapidità ed efficacia le varie procedure amministrative nel superiore interesse dei minori coinvolti. È stata infatti diramata a tutte le rappresentanze diplomatico-consolari e sarà altresì diffusa in versione cartacea presso gli enti autorizzati a cura della CAI, restando poi sempre a disposizione sul sito della Farnesina.
In calo la richiesta di adozioni nel mondo e la disponibilità dei paesi a far andare via i bambini da adottare
Il punto di partenza è quello messo in evidenza da Roccella. «La richiesta di adozioni nel mondo sta calando, e sta calando anche la disponibilità dei Paesi ad aprire le proprie frontiere, e a consentire ai bambini di essere adottati. Il problema della denatalità riguarda tutti, non solo noi italiani. Un paese che registra un calo demografico troppo accentuato comincia a vedere i bambini come un bene che va trattenuto nei confini nazionali. A questo si aggiunge un calo delle domande, in Italia meno che altrove».
La guida riporta qualche dato: nel primo semestre del 2025 le adozioni internazionali concluse in Italia sono state 242, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2024, quando se ne registrarono 234. I dati, aggiornati al 30 giugno 2025, consentono di delineare alcune tendenze positive. Confrontando i numeri del primo semestre 2025 con quelli degli anni precedenti su base annua, vengono fuori degli aumenti in alcuni Paesi. Qualche esempio. In Brasile ci sono state 12 adozioni nei primi sei mesi del 2025, a fronte delle 19 dell’intero 2024 e delle dieci del 2023. In Burundi, sono 16 le adozioni già concluse (più delle 14 di tutto il 2024). In Polonia sono state otto le adozioni nei primi sei mesi del 2025, rispetto alle quattro registrate in tutto il 2024. Al contrario, c’è una flessione nelle adozioni provenienti da paesi tradizionalmente caratterizzati da numeri più elevati, come Colombia, Filippine e Vietnam e nei paesi di recente apertura, come la Sierra Leone (dopo un avvio incoraggiante hanno evidenziato un calo). La ministra ha ricordato che il governo «ha messo in campo 52 milioni di euro» per le adozioni, di cui 40 milioni «per le famiglie», più un altro decreto da 13 milioni pubblicato a dicembre con diversi contributi, come uno da 2.800 euro per famiglie con procedure avviate nel periodo 2022-2024 e uno da 1.000 euro «per il percorso formativo preparatorio», In Italia, ha ricordato, c’è anche «una generosa disponibilità degli italiani nei confronti dei bambini con bisogni speciali, i famosi special needs».
Ecco alcune delle indicazioni fornite dalla Guida: