Storie Web giovedì, Marzo 12

Il Bürgergeld viene attualmente erogato a circa 5,2 milioni di persone (1,4 milioni sono bambini al di sotto dei 15 anni). Il costo supera i 50 miliardi di euro, sommando la spesa per l’assegno mensile (fino a 563 euro), i contributi per affitto e riscaldamento, altre misure di sostegno e i costi della macchina amministrativa.

La Germania ha soprattutto bisogno di mobilitare la propria forza lavoro: anche se la disoccupazione resta relativamente bassa (6%), quasi tre milioni di persone non hanno un impiego, una soglia che non si raggiungeva da dieci anni. Al tempo stesso, le imprese fanno fatica a trovare personale, qualificato e non: a novembre i posti vacanti erano oltre 620mila. E la stretta sull’immigrazione complica le cose.

L’autunno delle riforme

La riforma del Bürgergeld dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio del 2026. Il provvedimento dovrà prima passare l’esame del Parlamento, dove la coalizione nero-rossa è riuscita a superare due ostacoli molto impegnativi nelle ultime settimane, come la riforma del servizio militare e quella delle pensioni. In questo caso, la coalizione ha rischiato di andare sotto, a causa di una fronda interna alla Cdu, il partito del cancelliere.

L’autunno delle riforme, annunciato da Friedrich Merz per dare una scossa all’economia tedesca, si sta rivelando molto grigio: gli scontri tra alleati di Governo cominciano a ricordare la litigiosa coalizione Semaforo (tra Socialdemocratici, Verdi e Liberali), paralizzata dalla conflittualità continua e alla fine implosa.

Oltre che dai sondaggi, che puniscono i partiti di Governo e premiano Alternative für Deutschland e Linke, il clima di sfiducia è fotografato dalle aspettative delle imprese: il più recente dei parametri che le misurano, l’indice Ifo, è sceso ancora a dicembre. In una recente intervista alla Süddeutsche Zeitung, il presidente della Confindustria tedesca, Peter Leibinger, ha affermato che «molti nelle aziende sono delusi come mai prima. Il clima è estremamente negativo, a volte aggressivo».

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