Storie Web martedì, Aprile 23
Notiziario

Il problema della siccità è esteso a tutta Europa, ma in Italia il quadro si fa più difficile considerando lo stato delle infrastrutture idriche: il 60% è stato posizionato oltre trent’anni fa; il 25% supera addirittura i 50 anni.

Ecco cosa accade in Europa e in Italia.

Ogni anno il 20% del territorio europeo e il 30% dei suoi abitanti sono soggetti a stress idrico, cioè uno scarto tra domanda e offerta della risorsa. Lo riferisce l’Agenzia europea per l’Ambiente, che evidenzia come nel 2022 (ultimo dato ufficiale) la situazione sia ulteriormente peggiorata, specialmente nei mesi estivi.

L’Osservatorio europeo sulla siccità nel mese di agosto stimava, a causa della carenza idrica, che il 60% del territorio europeo si trovasse in condizioni critiche.La carenza idrica è generata da una serie di concause, in particolare dalla combinazione tra la siccità causata dal cambiamento climatico e l’aumento di tutte le tipologie di consumo dell’acqua, a sua volta causato dal costante aumento della popolazione mondiale.

Secondo le stime dell’Onu, il trend si arresterà solo nel 2100, quando il numero totale di persone sarà arrivato a quota 10,9 miliardi, contro gli 8,01 miliardi del 2023.Dobbiamo inoltre considerare che gli utilizzi ai fini agricoli e industriali sono sempre più esigenti rispetto al passato: entro il 2050 la loro crescente domanda farà aumentare, secondo l’Ocse, il consumo complessivo del 55% rispetto ai livelli del 2000. Se questo è il quadro generale europeo e mondiale, in Italia la situazione è aggravata da infrastrutture carenti.

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