Dopo quasi vent’anni di negoziati intermittenti, l’Unione Europea e l’India sono pronte ad annunciare la conclusione politica di un accordo di libero scambio. L’intesa sarà «molto vantaggiosa per gli esportatori agricoli europei», secondo quanto riferito da fonti all’Ansa, con una riduzione dei dazi su prodotti come il vino e l’olio d’oliva e il mantenimento dello status quo sui settori più sensibili per Nuova Delhi, tra cui carne bovina, pollame e zucchero. L’annuncio è atteso al vertice Ue-India in programma a Nuova Delhi tra il 25 e il 28 gennaio.
Un negoziato lungo e strategico
I colloqui per un accordo di libero scambio tra Bruxelles e Nuova Delhi erano stati avviati per la prima volta nel 2007, per poi arenarsi nel 2013 e ripartire formalmente nel luglio 2022. Da allora, i negoziatori hanno lavorato a un pacchetto ampio che comprende commercio di beni e servizi, investimenti e cooperazione normativa. Nelle settimane che precedono il vertice diverse fonti europee e indiane hanno indicato che la maggior parte dei capitoli negoziali è stata chiusa o portata a un livello sufficiente per consentire una dichiarazione politica di conclusione dell’accordo. Resta tuttavia chiaro che l’annuncio non equivale all’entrata in vigore immediata dell’intesa, che dovrà affrontare un iter di ratifica complesso, soprattutto sul versante europeo.
Vino e olio d’oliva al centro dell’intesa
A interessare l’agroalimentare europeo è in particolare il previsto taglio dei dazi indiani su vino e olio d’oliva. Attualmente l’India applica tariffe doganali molto elevate su numerosi prodotti alimentari importati, che nel caso del vino raggiungono livelli tali da limitarne fortemente la competitività sul mercato locale. Per i produttori europei, dunque, a partire da quelli italiani, francesi e spagnoli, la prospettiva di una riduzione «sensibile» dei dazi è un punto di svolta: nel mercato indiano vedono infatti una possibilità di crescita di medio-lungo periodo, soprattutto nei segmenti di qualità medio-alta.
Per l’olio d’oliva, prodotto ancora di nicchia nei consumi indiani ma in graduale espansione, un alleggerimento delle barriere tariffarie potrebbe favorire una maggiore diffusione, anche se il prezzo finale continuerà a essere influenzato da imposte interne e dalla struttura della distribuzione locale. In entrambi i casi, Bruxelles sottolinea che il beneficio reale dipenderà non solo dalle percentuali di dazio concordate, ma anche dalla riduzione delle barriere non tariffarie e dalla semplificazione delle procedure doganali.
Le linee rosse indiane
Al netto delle aperture sull’agroalimentare europeo, l’accordo mantiene alcuni limiti su determinati comparti considerati politicamente e socialmente sensibili in India. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, carne bovina, pollame e zucchero resteranno esclusi da una liberalizzazione significativa, confermando una linea prudente già emersa nelle fasi precedenti del negoziato. A destare più preoccupazioni, anche in alcuni Stati membri dell’Unione europea, è stato il tema dello zucchero, tanto che la Commissione europea starebbe valutando clausole di salvaguardia e meccanismi di protezione per evitare effetti destabilizzanti sui mercati interni.