Storie Web giovedì, Febbraio 29
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Per la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, gli episodi legati ai gruppi neofascisti stanno crescendo in Europa: “Una europeizzazione delle forze antidemocratiche. Ciò rende l’aumento degli incidenti neofascisti un problema europeo”.

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L’Ue esprime preoccupazione per la diffusione del neofascimo in Europa. “Ci sono prove che attraverso la comunicazione, gli inviti e la partecipazione online si registra una crescente partecipazione di gruppi neofascisti in tutti gli Stati membri. Una europeizzazione delle forze antidemocratiche. Ciò rende l’aumento degli incidenti neofascisti un problema europeo”. È quanto ha dichiarato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, nel dibattito in plenaria a Strasburgo sul ritorno del neofascisti e sui fatti di Acca Larentia. Le manifestazioni “neofasciste” sono “un’eccezione” ma, è il monito della commissaria, non vanno assolutamente sottovalutate.

Domenica 7 gennaio, in occasione dell’anniversario della strage di Acca Larentia, a Roma è stata organizzata un’adunata, con tanto di saluto romano, davanti all’ex sede dell’Msi: centinaia di militanti di destra si sono schierati con il braccio teso per ricordare le tre vittime del 1978. E le polemiche per quelle centinaia di braccia alzate hanno nel giro di pochi giorni superato i confini italiani finendo, insieme agli incontri di stampo neonazista di Afd in Germania, nell’agenda della plenaria.

“Questi incidenti sono singolarmente preoccupanti per la loro portata, ma lo sono anche per le loro connessioni”, ha aggiunto la commissaria Ue, sottolineando che “L’europeizzazione delle forze anti-democratiche rende l’aumento degli incidenti neofascisti un problema europeo”.

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“Dobbiamo fare di più per proteggere la democrazia – ha affermato – Nel giugno di quest’anno, milioni di europei voteranno alle elezioni del Parlamento europeo. Non c’è celebrazione più grande di un sistema liberaldemocratico ed europeo. Ma dobbiamo assicurarci che chi vota lo faccia sulla base dell’informazione e non della disinformazione, perché la disinformazione sta diventando la corsia preferenziale del fascismo”, ha spiegato Johansson.

“Il nostro compito è affrontare” le frustrazioni nate negli ultimi anni “con politiche ben ponderate e di assicurarci che non vengano sfruttate, coltivate e amplificate, infine distorte e utilizzate come arma per creare divisioni nelle nostre società. È qui che si intersecano il rischio di neo-fascismo e la realtà delle interferenze straniere. Dobbiamo agire in fretta quando vediamo una minaccia familiare, anche se indossa una nuova maschera. La riconosciamo quando la vediamo. E ci dobbiamo opporre”.

“La Commissione ha messo la lotta contro i crimini d’odio in cima all’agenda. L’articolo due del Trattato e della Carta dei diritti fondamentali e’ chiaro. L’incitamento all’odio e i crimini generati dall’odio sono incompatibili con i valori dell’Unione europea e con i diritti fondamentali”, ha evidenziato ancora Johansson.

Al termine dell’intervento della commissaria inizia lo scontro tra i gruppi politici. Socialisti, Renew e M5S puntano il dito contro il “silenzio assordante” della presidente del Consiglio sui fatti di Roma. “Non ci interessa cosa Giorgia Meloni ha detto e fatto come leader di Fratelli d’Italia 10, 5 o 2 anni fa. A noi interessa e preoccupa moltissimo invece che la presidente del Consiglio di un grande Paese europeo come l’Italia, fondatore dell’Ue e presidente di turno del G7 nel 2024, non trovi le parole per interpretare il sentimento dell’opinione pubblica, più ampia del suo elettorato, e che non trovi le parole per difendere con forza i valori di libertà sui quali la nostra Unione si basa. Anche all’opportunismo c’è un limite e questa volta è stato ampiamente superato”, ha detto Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo, nel corso del dibattito in Plenaria a Strasburgo.

“Noi ci batteremo sempre contro gli estremisti di destra e contro questo silenzio complice e pericoloso. Un capo di governo ha responsabilità e oneri ben diversi da un capo politico. È quello che a molti, a partire da Giorgia Meloni, sembra essere sfuggito nel caso dei saluti fascisti di Acca Larentia”, ha concluso Gozi.

Per Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo “Il dibattito di oggi al Parlamento europeo mostra chiaramente le due diverse concezioni di Europa che si scontreranno alle prossime elezioni europee. Da una parte c’e’ chi condanna con forza, come stiamo facendo noi del Movimento 5 Stelle e la stragrande maggioranza degli europarlamentari, i saluti fascisti in Italia e le pericolose idee sulla deportazione di cittadini che si diffondono in Germania. Dall’altra c’e’ la destra che minimizza e sta in silenzio”, ha detto.

“Sono passati nove giorni dalla commemorazione di Acca Larentia e ancora non sappiamo cosa pensi di quei saluti fascisti la presidente del Consiglio italiano. Lei, che in passato twittava su tutto, oggi non trova il tempo per prendere le distanze da quei fanatici”, ha aggiunto Beghin. “Giorgia Meloni nel 2008 da ministro del governo Berlusconi partecipò a quella commemorazione. E anche se non faceva il saluto romano, sfilava davanti a croci celtiche accompagnata da personaggi del mondo neofascista”, ha poi continuato. “Lo ricordiamo soprattutto alle nuove generazioni: il fascismo porta guerra, odio, discriminazione, esclusione sociale. È questo il futuro che vogliamo per la nostra Unione europea? Io spero proprio di no, perché per essere europeisti bisogna essere anche antifascisti”.

Per gli antifascisti “da salotto è più importante” trovare posto al ristorante che al Parlamento europeo, ha dichiarato Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d’Italia e copresidente del gruppo Ecr, nel corso del dibattito alla Plenaria di Strasburgo. “Quest’aula vuota, disertata dagli stessi parlamentari che hanno voluto questo dibattito, spiega quanto sia più importante per gli antifascisti da salotto trovare posto al ristorante, piuttosto che tra i loro banchi qui, in Parlamento. D’altra parte, l’obiettivo delle sinistre era diffamare l’Italia e l’obiettivo e’ stato raggiunto”, ha detto.

“Dispiace che, come al solito, si presti a questa operazione cosi’ spregiudicata anche la sinistra italiana, ancora incapace di comprendere le ragioni del proprio fallimento politico ed elettorale”, ha aggiunto. “Partiamo dal titolo di questo dibattito: La lotta contro la rinascita del neofascismo in Europa, anche in riferimento alla parata che si è svolta a Roma il 7 gennaio”. Prima di tutto, ha dichiarato Procaccini, “non è stata una parata, ma una commemorazione funebre. La stessa che si svolge da oltre 40 anni, ogni 7 di gennaio. La stessa in cui, oltre all’omaggio composto di cittadini e istituzioni, purtroppo, alcuni militanti dell’estrema destra sono soliti fare il saluto romano, ma che nel corso degli anni sono divenuti via via sempre più esigui”, ha precisato.

“Già, perché in questi oltre 40 anni al governo dell’Italia si sono succeduti partiti di ogni colore politico. Primi ministri come Draghi e Conte, Craxi e Andreotti, Prodi e D’Alema. Ma la commemorazione di Acca Larentia è rimasta sempre uguale a se stessa. Solo il numero delle persone che fanno il saluto romano è cambiato. Oggi sono alcune decine, mentre in passato erano alcune migliaia”, ha continuato l’europarlamentare di FdI. “E quel saluto, così anacronistico, per certi versi anche grottesco, non ha neanche mai avuto il significato politico dell’apologia del regime fascista. Tanto e’ vero che quasi mai la magistratura vi ha ravvisato un reato, considerandolo per ciò che davvero è: un gesto funebre”.

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