Storie Web domenica, Gennaio 18
Abodi: «L’obiettivo è rafforzare il benessere e l’inclusione»

«Tutte le analisi mostrano una corrispondenza quasi simmetrica: dove lo sport è più presente, la qualità della vita è migliore. Non si tratta solo di risultati sportivi, l’attività motoria è un fattore indispensabile che influisce in modo determinante. Ecco perché il nostro obiettivo è favorire il benessere delle persone e delle comunità, rafforzando la coesione sociale e lavorando su un doppio binario: le infrastrutture materiali e quelle immateriali». Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, non ha dubbi quando intercetta nella diffusione della pratica sportiva una dimensione cruciale dello sviluppo personale e della comunità.

Domanda: I giovani praticano lo sport ma poi smettono, perché?

Risposta: Il problema è culturale e riguarda la mancanza di consapevolezza sui benefici dello sport. Nonostante gli sforzi degli ultimi anni, non siamo ancora riusciti a raggiungere un livello sufficiente di sensibilizzazione sull’importanza dell’attività fisica per il benessere psicofisico e sociale. La priorità è dare continuità a un’azione che incrementi la presenza dello sport a scuola e nei luoghi dove c’è più bisogno. Lo sport non solo migliora la salute fisica, ma anche la psiche e la socialità, e può essere un valido strumento per contrastare il disagio sociale, la solitudine e la dispersione scolastica. Stiamo lavorando per aiutare le famiglie meno abbienti e per ridurre il fenomeno del drop out. L’obiettivo è promuovere la pratica sportiva in tutte le sue forme, come previsto dall’articolo 33 della Costituzione.

D: Servono però più infrastrutture…

R: Coprogrammazione, coprogettazione e cofinanziamenti sono fondamentali per promuovere la collaborazione tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome. Ci siamo impegnati per creare una rete di opportunità che coinvolga tutti gli attori interessati, dagli amministratori locali alle organizzazioni sportive. Il nostro bando «Sport e Periferie» ma non solo, le iniziative sono diverse, sono esempi di come stiamo lavorando per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa, e per promuovere l’inclusione sociale. Stiamo anche rafforzando e rendendo più ricca di informazioni la banca dati delle infrastrutture sportive per sostenere la pianificazione e la gestione delle risorse. Si tratta di sviluppare e rendere efficace una visione strategica che si declini in un modello italiano per lo sport. Un modello che si basi sui contenuti, le analisi, i progetti e la collaborazione: dai grandi avvenimenti e i grandi atleti allo sport sociale e per tutti, nella convinzione della fondamentale importanza della collaborazione e ricordando sempre che quando parliamo di sport, parliamo di persone.

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