Storie Web sabato, Febbraio 14
A Monaco focus migranti. Nel 2025 Italia primo Paese Ue di destinazione dei flussi irregolari

Tra i tanti temi che vengono affrontati in queste ore a Monaco, dove è in corso la conferenza sulla sicurezza, con la partecipazione di una cinquantina tra capi di Stato e di governo (è intervenuto anche il segretario di Stato americano, Marco Rubio), c’è anche quello dei migranti. Il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani ha presieduto, insieme alla ministra degli Esteri del Regno Unito, Yvette Cooper, la seconda tavola rotonda sul contrasto all’immigrazione irregolare dopo quella organizzata lo scorso anno sempre a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Hanno partecipato i ministri degli Esteri e rappresentanti di Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e l’Alta Rappresentante UE Kaja Kallas. Aprendo i lavori, Tajani ha ricordato che il contrasto all’immigrazione irregolare è anche un obiettivo prioritario di politica estera, da affrontarsi con un approccio integrato, di cui è esempio il Piano Mattei, che punti alla prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti, oltre allo sviluppo economico nei Paesi di origine e transito.

Il richiamo al Processo di Roma

La riunione, spiega una nota della Farnesina, «ha fornito un importante momento di confronto sulle misure concrete che i Ministri degli Esteri potrebbero adottare congiuntamente per il contrasto dell’immigrazione irregolare, e sugli interventi di cooperazione allo sviluppo più efficaci per ridurre i flussi migratori. In questo contesto – si legge ancora -, il Processo di Roma, di cui anche il Regno Unito è parte, è stato valorizzato per il suo ruolo di piattaforma inclusiva, che riunisce Paesi di origine, transito e destinazione, insieme alle organizzazioni internazionali competenti, favorendo l’allineamento delle priorità e la condivisione delle responsabilità e di iniziative progettuali». Il Processo di Roma è una piattaforma internazionale di cooperazione lanciata dall’Italia nel 2023, mirata a gestire i flussi migratori nel Mediterraneo attraverso il contrasto ai trafficanti, lo sviluppo nei paesi d’origine e l’apertura di percorsi legali, coinvolgendo oltre 20 stati tra Europa, Africa e Medio Oriente.

Italia primo paese di destinazione dei flussi migratori verso la Ue

Nel 2025, come già negli anni precedenti, l’Italia si è confermata quale primo Paese dell’Ue di destinazione dei flussi migratori irregolari (circa 66.300 arrivi, -0,5% rispetto al 2024 e -57% rispetto al 2023). Gli arrivi dalle coste libiche hanno rappresentato l’88% del totale, mentre quelli dalla Tunisia il 7%. Il Bangladesh si è confermato prima nazionalità per arrivi (+41%), mentre sono cresciuti anche gli arrivi dal Corno d’Africa (Eritrea +251%, Etiopia +71%), dall’Egitto (+108%) e dal Sudan (+95%). Nell’Unione europea in generale gli arrivi irregolari nel 2025 si sono ridotti del 26%.

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