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Il tecnico della Roma si accorge in diretta della reazione scomposta del difensore olandese dopo il gol del vantaggio contro il Frosinone: “Quello che ha fatto gli è costato un’ammonizione e anche un cambio”.

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“Ah… ecco”. Daniele De Rossi fa una smorfia quando in tv gli fanno vedere cosa ha fatto Huijsen per meritarsi l’ammonizione dopo aver segnato un gol molto bello per un difensore, per un ragazzo della sua età, per il talento che ha mostrato nell’azione che lo ha visto uscire palla al piede e poi concludere con freddezza con un tiro a giro perfetto. “A dire il vero dal campo non avevo capito subito cosa aveva fatto con la mano”, esordisce così a Dazn il tecnico.

Il difensore olandese si è esibito in un’esultanza polemica nei confronti dei tifosi del Frosinone che lo hanno accolto con bordate di fischi. Perché? A gennaio era tutto fatto per il trasferimento ai ciociari in prestito dalla Juventus poi una telefonata ha cambiato tutto e lui ha scelto di passare alla Roma.

“È un peccato – aggiunge il tecnico dei giallorossi a Dazn -. Non è niente di grave ma ha fatto una scemenza. Anche io quando ero calciatore ho fatto tante cavolate e non posso certo fargli la morale. È giovane… Dean ha l’età di mia figlia. Si cresce anche in questo modo e non lo farà più. Anche perché quello che ha fatto gli è costato un’ammonizione e anche un cambio”.

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Dito davanti alla bocca e al naso: zitti tutti, è stato il senso di quella replica muso a muso che il difensore ha pagato con un cartellino giallo. La situazione ambientale e la maturità ancora carente del ‘ragazzo’ hanno indotto De Rossi a tirarlo fuori dalla mischia. “Non mi sono sentito di tenerlo dentro col giallo e lo stadio che lo fischiava – ha aggiunto de Rossi -. Abbiamo sprecato un cambio ma ci siamo già chiariti… ha perso 45 minuti di serie A ma ha imparato qualcosa da non fare”.

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Le parole di De Rossi, da ex giocatore e adesso tecnico, lasciano intendere quale sia il senso di quel “ha imparato qualcosa da non fare”. Quelle di Eusebio Di Francesco, invece, sono un po’ più dure. L’allenatore del Frosinone è scattato dalla panchina e dalla propria area per protestare nei confronti di Huijsen. E quanto fosse contrariato per quell’atteggiamento lo ha ribadito anche nel corso delle intervista a Dazn.“Non voglio certo attaccarmi troppo a questo, anche perché Huijsen potrebbe essere mio figlio. Mi dispiace perché la sua è stata una mancanza di rispetto, ma credo che imparerà che certe cose non si fanno”.

Ruggini di mercato, Di Francesco non le nasconde. “Noi sappiamo le cose sono andate, cosa c’è stato. È stato lui a chiamare me, a chiedermi cosa pensassi di lui. Poi si è creata la situazione di andare alla Roma, buon per lui. Però ci vuole sensibilità e rispetto. Soprattutto verso una squadra dove poteva venire”.

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